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Cafè de la paix (gruppo)

Nel libro di Francesco MessinaOgni tanto passava una nave” (Bompiani, 2014) si accenna ad un gruppo di improvvisazione collettiva chiamato Cafè de la paix.
Messina specifica tre ambiti in cui operò questo gruppo. Il primo è una (non meglio specificata) data dal vivo al Teatro Due di Parma, dove si svolse la prima e unica performance live di questo progetto, per l’occasione composto da Battiato, lo stesso Messina e Michèle Thomasson al pianoforte.

Poi dedica alcune righe ad una serie di registrazioni in studio fatte negli studi della Polygram:
Bruno Malasoma, esperto «sound engineer capo», veniva a sistemarci i microfoni e i collegamenti, faceva partire il nastro e andava a cena. Tornava per chiudere. Eravamo così liberissimi, soli e supportati da un’ottima tecnologia. Franco riuscì a ri-coinvolgere nell’esperimento anche Michèle Thomasson pianista. Non intendevamo realmente comporre musica; si cercava una qualche forma di meditazione sonora. Non so dire come andò e non so nemmeno dove siano finiti quei nastri, ma di una mezz’ora, o forse meno ho un ricordo preciso: sono sicurissimo che era «roba buona». Pochissimo rispetto alle tante ore di registrazione, direte voi, ma queste faccende vanno trattate così, sono una specie di distillazione. […] Non ho mai chiesto a Franco se esistono ancora quei nastri, e casomai dove ritrovarli“.

Il progetto sembra concludersi con una serie di improvvisazioni realizzate in Francia, ad Averliaz:
Se non ricordo male per l’occasione fu reclutato anche Roberto Cacciapaglia […] Non chiedetemi come fu quell’improvvisazione, ma noi eravamo beati“.

Messina aggiunge anche che nelle sere seguenti fecero altre sedute di improvvisazione (ma non è chiaro se queste sessioni francesi siano state registrate).

Non è indicato il periodo in cui si svolsero queste performance, ma da ciò che scrive l’autore siamo sicuramente oltre il 1981, probabilmente intorno alla metà degli anni ’80. Non è neanche chiaro se la serata al Teatro Due di cui si accenna sia quella di cui abbiamo già parlato in questo post, dedicato alla composizione “Cafè de la paix“, ma ci sembra molto probabile che le due cose possano coincidere (per quanto in nessuna delle cronache da noi recuperate si faccia cenno alla presenza sul palco di Messina o della Thomasson).


Le registrazioni di cui parla Francesco Messina non sono mai state pubblicate ufficialmente e non circolano in rete sotto nessuna forma.

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