Passaggi

Come dichiara in una intervista presente nel libro di Giordano Casiraghi “Battiato Incontri” (Officina di Hank, 2022), Fabio Segatori  ha a lungo accarezzato l’idea di un cortometraggio di animazione in 3D, dal probabile titolo “Passaggi“, per il quale Battiato avrebbe dovuto scrivere la colonna sonora.

Il 3 agosto 1994, nella sua casa di Milo, proprio per questo progetto, Battiato registrò su DAT (Digital Audio Tape) 10 brevi brani, per un totale di 12 minuti di musica, utilizzando esclusivamente un harmonium (probabilmente proveniente dal Pakistan) arrivatogli proprio in quei giorni.


Queste registrazioni non circolano in rete, ma Segatori sembra intenzionato a concludere questo progetto e a utilizzarle.


La primavera

Tra le canzoni scritte da Battiato per il suo album perdutoIloponitnatsoc/Mesopotamia” (ne parliamo diffusamente qui) merita qualche parola in più l’inedito “La primavera“.

Nel libro di Giordano CasiraghiBattiato Incontri” (Officina di Hank, 2022) Alberto Mompellio,a proposito di questa canzone, ricorda che si apriva con un canto di uccellini, mentre l’incipit della canzone reciterebbe “Dalla mia finestra vedo già la primavera/col suo sole chiaro che la neve scioglierà…“.

Riccardo Bertoncelli, nel libro di Carla SpessatoFranco Battiato. Come un incantesimo. Le storie dietro le canzoni” (Giunti 2021), definisce questo brano una “miniatura bucolica“.


Di questa canzone non circolano in rete digitalizzazioni, ma, come sappiamo, qualcuno dovrebbe possedere la registrazione dell’intero “album perduto”.

Canzoni con Gregorio Alicata

In un articolo non firmato, pubblicato il 23 giugno 1966 sulla rivista Annabella, si parla del duo Gli Ambulanti (indicandone come componenti Rino Alicata e Franco Battiato) autori di canzoni per chitarra e armonica che vengono definite nell’articolo “impegnate […] in cui però il tono non è arrabbiato ma semplicemente realistico, qualche volta anche umano e poetico […] motivi di gusto folk e dalle forti cadenze beat“.

Nell’articolo vengono citati i seguenti brani:

Sempre Alicata, in una intervista pubblicata sul libro di Giordano CasiraghiBattiato Incontri“, cita anche un’altra canzone “Tutti morivano di fame” (indicata come una canzone della quale potrebbero aver registrato un provino).

A queste canzoni va infine aggiunta “Vent’anni fa nel Bengala“, di cui parla lo stesso Battiato nel libro di Sandro NeriGaber. La vita, le canzoni, il teatro”.

Tutte queste canzoni sono alcune di quelle, “una quindicina“, preparate assieme a Battiato di cui Alicata ha parlato in una intervista rilasciata a Fabio Zuffanti per il suo libro “Battiato – La voce del padrone  – 1945-1982: nascita, ascesa e consacrazione del fenomeno” (Arcana, 2018).
Ha raccontato infatti che, in previsione di un provino per una casa discografica: “…ci si vide quasi tutti i pomeriggi per preparare il materiale. Tale impegno durò un paio di mesi, fino a quando preparammo un repertorio di una quindicina di brani“.

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l’articolo di Annabella

Per alcune di queste canzoni (quelle in neretto) abbiamo preparato delle schede specifiche, per le altre (quelle in corsivo, delle quali non sappiamo nulla) ci limitiamo ad elencarle in questo post “generico”.


Di molte di queste canzoni non risultano registrazioni, ma sicuramente alcune dovrebbero essere state registrate per questo provino presso una casa discografica e almeno uno di questi provini è stato conservato (vedi schede singole).

Soldato

In un articolo non firmato, pubblicato il 23 giugno 1966 sulla rivista Annabella, si parla del duo Gli Ambulanti (indicandone come componenti Rino Alicata e Franco Battiato) autori di canzoni per chitarra e armonica che vengono definite nell’articolo “impegnate […] in cui però il tono non è arrabbiato ma semplicemente realistico, qualche volta anche umano e poetico […] motivi di gusto folk e dalle forti cadenze beat“.
Tra i titoli elencati è presente anche il brano intitolato “Soldato“.

Probabilmente si tratta di una delle canzoni, “una quindicina“, preparate assieme a Battiato di cui Alicata parlava in una intervista rilasciata a Fabio Zuffanti per il suo libro “Battiato – La voce del padrone  – 1945-1982: nascita, ascesa e consacrazione del fenomeno” (Arcana, 2018).  Raccontava infatti che, nel periodo precedente il provino in questione, quando decisero di formare il duo: “…ci si vide quasi tutti i pomeriggi per preparare il materiale. Tale impegno durò un paio di mesi, fino a quando preparammo un repertorio di una quindicina di brani“.

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l’articolo di Annabella

Di questa canzone non risultano registrazioni, ma potrebbe trattarsi di una prima versione del brano “Soldier” che Battiato qualche anno dopo inciderà sotto lo pseudonimo di Springfield.

Beatnik

In un articolo non firmato, pubblicato il 23 giugno 1966 sulla rivista Annabella, si parla del duo Gli Ambulanti (indicandone come componenti Rino Alicata e Franco Battiato) autori di canzoni per chitarra e armonica che vengono definite nell’articolo “impegnate […] in cui però il tono non è arrabbiato ma semplicemente realistico, qualche volta anche umano e poetico […] motivi di gusto folk e dalle forti cadenze beat“.
Tra i titoli elencati è presente anche il brano intitolato “Beatnik” che, secondo l’articolo, sarebbe stato presto inciso da una non meglio identificata casa discografica grazie ai buoni auspici di Giorgio Gaber.

Probabilmente si tratta di una delle canzoni, “una quindicina“, preparate assieme a Battiato di cui Alicata parlava in una intervista rilasciata a Fabio Zuffanti per il suo libro “Battiato – La voce del padrone  – 1945-1982: nascita, ascesa e consacrazione del fenomeno” (Arcana, 2018).  Raccontava infatti che, nel periodo precedente il provino in questione, quando decisero di formare il duo: “…ci si vide quasi tutti i pomeriggi per preparare il materiale. Tale impegno durò un paio di mesi, fino a quando preparammo un repertorio di una quindicina di brani“.

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l’articolo di Annabella

Di questa canzone non risultano registrazioni, ma, a maggior ragione se è stata presentata ad una casa discografica, non possiamo escludere che, come per “Quando giravi le strade“, sia stato fatto, e magari sia stato conservato un provino.

Dimenticare Tiziano

Dimenticare Tiziano” è un cortometraggio (dura meno di mezzora) di Elisabetta Sgarbi del 2010.
Il film è dedicato ad alcune opere d’arte di Girolamo Romanino.

A dispetto di quanto indicato sul suo sito ufficiale, Battiato è il curatore delle musiche.

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un fotogramma di “Dimenticare Tiziano”

Nei titoli di testa e coda è scritto infatti sia “Musiche a cura di di Franco Battiato” sia “Supervisione delle musiche Franco Battiato“.

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un fotogramma di “Dimenticare Tiziano”

Per l’occasione Battiato ha selezionato musiche di George Crumb (dal suo “Vox Balaenae” utilizza frammenti dei movimenti intitolati “Sea Theme” e “Sea-Nocturne (for the end of time)” e di Gabriel Fauré (dal suo “Requiem in re minore op. 48” utilizza frammenti dei movimenti “Introito et Kyrie“, “Offertorio” e “Pie Jesu“).

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Oltre a questi brani ci sono altri quattro frammenti musicali inediti, per un totale di circa otto minuti, attribuibili con buona sicurezza a Battiato.
Sembrerebbero materiali realizzati per la colonna sonora di un altro film della Sgarbi, “L’Ultima salita“, qui presentati in forma diversa.
In particolare spicca un lungo brano, di oltre 4 minuti, caratterizzato da improvvisazioni vocali di Battiato su un tappeto elettronico e la presenza di rade note di pianoforte nel finale, presente anche nell’altro film ma lì ridotto a un minuto scarso.


La colonna sonora del film non è mai stata pubblicata.
Il film invece è stato pubblicato in DVD in una confezione comprendente anche un libro con testi e illustrazioni.